farneticazioni da blog disperati

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J'accuse

Messaggioda PQYD » lun 31 dic 2007, 19:36

Caro Bagnoli,

ho letto il tuo editoriale del 30 dicembre e hai perfettamente ragione. Il tuo motto è "questa è casa mia e qui comando io". Ingenui noi a pensare che si potesse discutere fra eguali e magari in modo cordiale.

Tu ci accusi di disconoscere l'importanza storica del canto declamato. Sbagli. Il canto declamato, così come codificato dal García, è imprescindibile. Tutto sta a non confonderlo con i lai di Anja o le grida scomposte di Martha e Astrid.

Buon anno, buon lavoro... e naturalmente, felice bannatura.
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Re: editoriale 30 dicembre

Messaggioda VGobbi » lun 31 dic 2007, 21:23

PQYD ha scritto:Caro Bagnoli,

ho letto il tuo editoriale e hai perfettamente ragione. Il tuo motto è "questa è casa mia e qui comando io". Ingenui noi a pensare che si potesse discutere fra eguali e magari in modo cordiale.

Tu ci accusi di disconoscere l'importanza storica del canto declamato. Sbagli. Il canto declamato, così come codificato dal García, è imprescindibile. Tutto sta a non confonderlo con i lai di Anja o le grida scomposte di Martha e Astrid.

Buon anno, buon lavoro... e naturalmente, felice bannatura.

Scusami PQYD, ma tu con questo post credi poter dialogare chi la pensa diversamente da te? Io avrei qualche dubbio, anzi forse anche troppi ...
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Re: editoriale 30 dicembre

Messaggioda pbagnoli » sab 05 gen 2008, 22:12

PQYD ha scritto:Caro Bagnoli,

ho letto il tuo editoriale e hai perfettamente ragione. Il tuo motto è "questa è casa mia e qui comando io". Ingenui noi a pensare che si potesse discutere fra eguali e magari in modo cordiale.

Tu ci accusi di disconoscere l'importanza storica del canto declamato. Sbagli. Il canto declamato, così come codificato dal García, è imprescindibile. Tutto sta a non confonderlo con i lai di Anja o le grida scomposte di Martha e Astrid.

Buon anno, buon lavoro... e naturalmente, felice bannatura.

Capito tutto, eh, PQYD?...
Leggo solo oggi il pregevole pezzo di prosa con cui commenti uno dei più sofferti editoriali che abbia mai scritto, e subito entri da par tuo a gamba tesa dimostrando abbondanza di livore e carenza di idee.
Quanto al "ci", non riesco a capire se parli con plurale maiestatis (che ci starebbe alla perfezione con la tua megalomania) o a nome di un certo blog che - ci tengo a ribadirlo - mi è molto simpatico soprattutto per la pervicacia con cui continua a sostenere idee che nessuno al mondo sosterrebbe più.
Tu, PQYD, mi attribuisci pensieri di tipo dittatoriale, dimostrando così proprio quello che io dicevo: non hai mai letto una riga di ciò che io o gli altri abbiamo scritto.
Pazienza: raccogli solo quello che hai seminato.
Buon anno anche te, comunque.
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Siamo forti! :)

Messaggioda MatMarazzi » sab 26 gen 2008, 13:27

Quand'è che ci si rende conto che un sito è letto e fruito davvero?
...Tanto da lasciare, un po' alla volta, un piccolo segno nella comunità degli appassionati d'opera?
Quando qualcuno comincia a copiarlo! :)

Non credevo che la nostra piccola, umile e fresca Operadisc fosse già arrivata a questo punto!!
Eppure proprio oggi, sfogliando la rete, ho trovato un articolo che ricalca fin nell'aggettivazione, nell'articolazione dei concetti, nel taglio generale ciò che, alcuni mesi fa, abbiamo scritto su un glorioso tenore del passato!

E' un segno esaltante e commovente!
Si vede che l'impegno a mettere in discussione le confortevoli certezze, a smascherare semplicionerie e "idola" del conformismo, a ritornare al "suono" liberato dalle regoline "cellettiane" sta dando i primi frutti.

Sono felice di condividere questo pensiero con tutti voi e soprattutto col dottor Bagnoli, anima e fautore di questo sforzo.

Affettuosamente,
Matteo
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Messaggioda VGobbi » sab 26 gen 2008, 14:05

Non si potrebbe vedere questo articolo, sapere la fonte? :oops:

Comunque congratulazioni! Pero' il passo piu' duro e' convinvere me a diventare dei vostri! :twisted:
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Messaggioda MatMarazzi » sab 26 gen 2008, 14:35

VGobbi ha scritto:Pero' il passo piu' duro e' convinvere me a diventare dei vostri! :twisted:


Questa non l'ho capita.
Tu *sei* dei nostri.

Se ami Tito Gobbi (che per inciso io non amo per niente) vuol dire che anche per te il "suono" esiste prima del "suono belcantistico".
E che è più interessante (per la semplice ragione che contiene ANCHE il suono belcantistico, insieme ad infiniti altri).

Non mi sembri tu il tipo da affermare che un'interpretazione operistica è valida... perché i suoni sono tutti "tondi e avanti" :)

Salutoni
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Re: Siamo forti! :)

Messaggioda pbagnoli » sab 26 gen 2008, 14:57

MatMarazzi ha scritto:Quand'è che ci si rende conto che un sito è letto e fruito davvero?
...Tanto da lasciare, un po' alla volta, un piccolo segno nella comunità degli appassionati d'opera?
Quando qualcuno comincia a copiarlo! :)


8)
Non l'avrei giammai creduto, come direbbe Don Giovanni.
Eppure, ecco, anche i duri e puri dei suoni pieni, tondi e perfettamente appoggiati sul fiato si piegano alla dura legge del plagio andando a pescare a piene mani nei siti eretici... :lol:
Mi cade un Mito...
Rodolfo buonanima si starà rivoltando nella tomba
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Messaggioda VGobbi » sab 26 gen 2008, 15:28

MatMarazzi ha scritto:Non mi sembri tu il tipo da affermare che un'interpretazione operistica è valida... perché i suoni sono tutti "tondi e avanti" :)

Certo, hai assolutamente ragione. Il problema e' che non vi garba Gobbi (chiedere a Bagnolo) e stimate la Sutherland (ad esempio in Norma?).

Come si spiega? 8)
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Messaggioda pbagnoli » sab 26 gen 2008, 15:39

Non usciamo dal topic, Gobbaccio infame!...
Questo topic è dedicato a chi ci copia trionfalmente, fottendosene del copyright e di altre quisquilie.
Quando dico che il forum è interessante ma molto,molto marginale rispetto ai contenuti del sito, ho perfettamente ragione.
Oggi ne ho avuta la riprova.
Saremo eretici, ma ci copiano, e alla grande, pure!...
Povero Rodolfo... :cry:
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Messaggioda Tucidide » sab 26 gen 2008, 16:10

Come in tutte le cose, poi... la copia è molto, ma molto peggio dell'originale :wink:

A proposito... io sono dei vostri? :roll: ancora non lo so :oops: 8)
Il mondo dei melomani è talmente contorto che nemmeno Krafft-Ebing sarebbe riuscito a capirci qualcosa...
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Messaggioda pbagnoli » sab 26 gen 2008, 16:16

Non esistono i nostri o i vostri.
Esistono gli appassionati che pescano qui e là elementi di interesse in cui riconoscersi.
Noi - Matteo e io - ci auguriamo che qui gli appassionati trovino pane per i loro denti, con l'aggiunta di qualche elemento che induca alla riflessione.
Se otterremo questo scopo,vorrà dire che sarà valsa la pena di aprire un sito.
Oggi, dopo aver letto quella cosa cui Matteo fa riferimento, devo concludere che facciamo proseliti. Ci sono dei nostri non solo qui, ma anche altrove... 8)
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Messaggioda MatMarazzi » sab 26 gen 2008, 16:18

VGobbi ha scritto:Il problema e' che non vi garba Gobbi (chiedere a Bagnolo) e stimate la Sutherland (ad esempio in Norma?).


Per quanto riguarda Gobbi puoi chiedere anche a me! :)

Per quanto riguarda il rapporto con Gobbi-Sutherland, ti ringrazio di aver posto la domanda.
Molti non capiscono l'atteggiamento di Operadisc.
Alcuni scrivono che in questo sito l'interpretazione conta più della tecnica, che noi odiamo chi "canta bene" (intendendo con questa espressione il canto vocalistico della tradizione italiana), e altre assurdità simili.

Il punto è che secondo noi:
1) l'equazione "buona tecnica"-"belcantismo" è falsa. Si può cantare ultra-bene senza essere vocalisti o belcantisti.

2) un tecnica non è meritevole in quanto tale (il tragico errore di celletti) ma lo può essere solo in funzione dei risultati musicali e teatrali a cui si perviene, di volta in volta, col suo tramite.

Pertanto si può essere provetti belcantisti e cantare male; si può essere apertissimi declamatori e cantare benissimo.
Naturalmente può avvenire anche il contrario: essere declamatori e cantare male (secondo me, è il caso di tante cose di Gobbi) o essere super-immascherati vocalisti e cantare bene (è il caso di tante cose della Sutherland).
E con questo credo di aver risposto alla tua domanda.

Ne approfitto anche per dichiarare, a chi non l'avesse capito, che a noi LA TECNICA VOCALE INTERESSA MOLTISSIMO!
Più che a tutti i sedicenti vociologi di questo mondo!
Costoro non si interessano affatto di tecnica... .
Conoscono una manciata di suoni in tutto... (tondi, avanti, i filati... le forcelle): se li ritrovano in un cantante tali e quali gridano al miracolo; altrimenti gridano allo scandalo.
E lì finisce la loro analisi. Bel divertimento!

Ti faccio un esempio: come Wanderer Club abbiamo appena curato, in ben cinque città (Ferrara, Bologna, Ravenna, Udine e Pordenone) un laboratorio d'ascolto dedicato alla Callas.
Bene: abbiamo parlato solo di "suono".
Non di gossip, non di biografia, non di sedute spiritiche con la Malibran, non di tutte le ovvietà che si dicono su di lei.
Abbiamo solo analizzato i suoni, intendendo con questo termine il cammino geniale e avventuroso della Callas verso gli orizzonti proibiti del colorismo vocalico (dal 53-54 in poi) anche al di fuori del recinto "vocalistico".
Inoltre abbiamo parlato di "ritmo" (l'altro segreto della Callas).
Ritmo e colori; colori e ritmo, ...per tre incontri (tre per ogni città) di due ore l'uno.

E' stato esaltante...
Anche perché FINALMENTE è stato chiaro a tutti come mai una frase della Callas emozioni così profondamente.
Dopo un po' alla gente non interessava più che facesse i mi sopracuti e i sol bemolle greavi... che alternasse le bordate di Turandot e le agilità di Lakmè... La grandezza della Callas, la ragione del suo epocale sconvolgimento, era altrove.

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Messaggioda MatMarazzi » sab 26 gen 2008, 16:25

Tucidide ha scritto:A proposito... io sono dei vostri? :roll: ancora non lo so :oops: 8)


Tu? E lo domandi? :shock:
Ma Tucidide...
E' lecito avere giudizi discordanti (su Melchior o su Gobbi), è il metodo che conta!
Quando senti la Flagstad pensi che la tua emozione si sprigioni dal fatto che la sua emissione è ..."corretta"?
Non direi proprio, conoscendoti!
Ci sono cose nella sua voce che vanno ben oltre la correttezza e saranno quelle (credo) a piacerti.
Lo stesso per la Fleming!!

Dei nostri sono tutti coloro per cui il canto d'opera è potenza retorica, eloquenza drammaturgica, argomentazione psicologica, capacità evocativa e poetica, spaccato di cultura, storia e umanità...
non :roll: "correttezza" in rapporto al Garcia (il quale è un bellissimo testo di "pratica" non di "teoretica")!

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Messaggioda Tucidide » sab 26 gen 2008, 16:52

MatMarazzi ha scritto:Lo stesso per la Fleming!!

Lei soprattutto... Che tutto è tranne che corretta! :wink:
Proprio ieri riascoltavo la sua Ellen nel Peter Grimes (Metropolitan, anno 1994)... Mi basta che attacchi "Embroidery in childhood" e sento già tutto il personaggio. Il la naturale (mi pare... :?: ) di "into their lives" è schiacciato e laborioso... ma chi se ne frega!!! :wink:

Allora sì, mi sa che parliamo la stessa lingua... :D
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Sul blog Grisi critica pure gli altri ma non..."loro" !!!

Messaggioda stecca » mar 06 apr 2010, 17:25

Premetto che prima ho provato a mandarlo ai gestori del blog ma loro non hanno ritenuto di pubblicarlo, a questo punto lo posto qui non senza avere rimarcato una grave incapacità di autocritica, evidentemente su quel blog non sono ammessi neppure parziali....dissensi e di ciò mi dispiace.

"Pregi e difetti del “Corriere della Grisi” (by Stecca)

La straordinaria competenza dovuta a vera e propria passione unita ad una più che trentennale frequentazione dei Teatri lirici ed anche e perché no ? del magico mondo del melodramma in tutte le sue componenti, ha fatto si che qualche anno fa i miei amici Stefano e Laura, che di mestiere fanno tutt’altro, creassero ex novo un particolarissimo blog aperto agli appassionati di Opera e forgiato a loro immagine e somiglianza che in breve tempo si è ritagliato un importante spazio sia nel mondo degli amatori sia in quello degli addetti ai lavori, e che non trova, va riconosciuto, paragone alcuno nei pur numerosi siti-web dedicati alla lirica, il suo nome evocatore di antichi splendori è “il corriere della Grisi” e infatti prima caratteristica che ivi si rintraccia è quella che vede i blogger ingaggiati scrivere sempre dietro lo pseudonimo di un grande cantante del passato.
Vera e propria dannazione di molti artisti odierni, puntualmente stroncati ad ogni loro esibizione ed a prescindere dal “nome”, quanto prezioso spazio di critica serrata per i molti incontentabili di turno, il corriere della Grisi, peraltro molto ben impaginato e strutturato, rappresenta oggi una importante voce dalla quale checchè se ne dica in ben pochi oggi sanno davvero prescindere, anche perché è indubbio che si tratti di una voce davvero “fuori dal coro” giacchè non si perita di censurare la maggior parte degli spettacoli dell’oggi troppo spesso osannati senza corrispondente merito.
I pregi di questo blog sono molti, primo fra tutti il sempre estremo interesse con cui si leggono gli interventi dei due fondatori che non solo scrivono in modo strepitoso ma impreziosiscono di riferimenti culturali molto spesso del tutto inediti i loro interventi che peraltro accompagnano sempre con link di ascolti di assoluta validità, ed utilissimi all’immediata diretta verifica di quanto affermato, ma anche la loro lodevole battaglia anche culturale volta al mantenimento della memoria storica del meno recente passato.
I difetti a mio parere sono più che difetti dei limiti, e sono sostanzialmente due ed entrambi di chiara ed evidente matrice cellettiana, vero e proprio nume tutelare dei due fondatori e dei loro principali adepti.
Il primo è quello di mettere troppo spesso a confronto voci attuali di cui è stato dato a tutti o a molti la possibilità della diretta verifica vuoi a Teatro vuoi in disco, a voci troppo distanti nel tempo e magari conservate solo da vecchissime registrazioni fatte con metodologia troppo diversa da quella utilizzata per i cantanti del dopo-guerra, ed il secondo è quello di affidare troppo il finale giudizio di un Artista alla minuziosa e parcellizzata analisi delle singole note quasi non si rendessero conto che la statura di un interprete, se è ben vero che non può prescindere dai rudimenti tecnici di base e ci mancherebbe, non può certo essere limitata ad una corretta e certamente pregevole esecuzione dello spartito. Questo comporta alcune prese di posizione molto spesso incomprensibili tipo quella di definire migliore in un certo ruolo un soprano di caratura modesta rispetto ad altro che ha saputo per anni ed anni smuovere la passione di ascoltatori di tutto il mondo sol perché magari il primo eseguiva più correttamente una forchetta od un trillo. E’ ovvio che se è vero che come diceva il grande Celletti, pure lui però autore di topiche clamorose la maggior parte delle quali dovute proprio a siffatta impostazione (che tanto per dire lo condusse ad affermare la sacrilega supremazia di un De Corato su un Cappuccilli o di una Omilian su una Ricciarelli, o di un Lucchetti su un Domingo e potrei andare avanti…), che per aversi una interpretazione di rilievo occorre pur sempre prima di tutto saper cantare, è altrettanto vero che così come non basta costruire al computer la donna ideale mettendo i dati migliori per estrarne una fascinosa femmina, così pure nel canto non basta possedere tutti i requisiti tecnici per lasciare interpretazioni memorabili, e così se gente come Di Stefano o anche Ghiaurov ad onta di evidenti difetti vocali, fecero la storia del canto del dopoguerra, magari altre perfette vocaliste quali Cuberli e Devia la fecero…molto meno.
In pratica concentrando tutta la analisi e valutazione dell’artista sul solo lato tecnico si perdono di vista altre ed altrettanto importanti qualità che lo rendono tale, quali ad esempio la personalità (la cd. “firma” che lascia il grande interprete rispetto al pur bravo esecutore) attributo fondamentale quando si parla di arte e non di matematica, oppure la bellezza o suggestività del timbro, oppure la emotività del colore naturale della voce o ancora il significato degli accenti etc. tutti dati che i fautori di questa filosofia, a pieno titolo infatti definibile come una sorta di filosofia ben precisa o una scuola di pensiero e come tale meritevole di ampia considerazione, paiono spesso non considerare. Io stesso ho potuto in questi anni direttamente verificare gli effetti negativi di una impostazione siffatta tipo, a titolo di esempio, ricordo che nel corso della Turandot scaligera inaugurale del 1983 si sosteneva da parte di alcuni che ai titolari Domingo e Ricciarelli fossero preferibili i vari sostituti Bonisolli, Cecchele e Maliponte, oppure debbo dire che quando vi fu quel bellissimo confronto pesarese ad un anno di distanza sul Bianca e Falliero di Rossini la indubitabile perfezione stilistica del duo Cuberli-Dupuy lasciò assai più freddi del meno esatto ma assai più coinvolgente precedente duo Horne-Ricciarelli, e infine dissento quando leggo proprio su quel blog che come Leonora della Forza si preferiscono cantanti tipo Tucci o Ligabue ad una Caballé motivando sulle singole note emesse nell’arco di una opera che dura più di tre ore e mezza, e dico con convinzione che quell’incredibile si naturale con cui Carreras chiude il terzo atto della forza scaligera tra gli applausi scroscianti di un pubblico impazzito è un grande momento verdiano anche se è aperto e forzato. Inoltre l’opera è anche e molto spesso fatta pure di recitativi, entrate, accenti e rubati nei concertati etc. e non solo di pezzi chiusi, ed allora continuo a preferire cantatrici fantasiose come una Scotto od una Caballé od un Domingo od un Ghiaurov anche se qualche suono esce loro meno appoggiato o coperto, a cantanti di rara piattezza come Anderson et similia (Lella Cuberli incise anni fa in un recital una versione tecnicamente spettacolare della grande scena di Ermione solo che prima di arrivare allo stupefacente “se a me nemiche stelle” trascorrevano più di 10 minuti di assoluta assenza di espressione dal “Essa corre al trionfo” in poi…), cosiccome se era vero che Pavarotti non esaltava le singole arie come magari un Kraus, è anche vero che nel “resto” la sua spontaneità solare di quella ampiezza vocale baciata da Dio faceva spellare le mani ad un “Si rivederti amelia” o ad un “Dulcamara volo tosto”, e che pur con tutte le raffinatezze vocali del mondo preferire in Lucia alla sua voce meravigliosa quella caprina di un Morino, a me suonava e continua a suonare poco comprensibile. Inoltre anche la più volte deprecata entratura di alcuni rispetto ad altri nelle cd. multinazionali del disco (altra celebre cellettata) lascia spesso il tempo che trova giacchè ben diversa può essere la resa di una voce in disco rispetto a quella in Teatro, e quindi molto spesso la scelta di ingaggio in sala dipende anche da tali fattori che non sono necessariamente sbagliati. Tanto per fare esempi è probabile che in scena il Donizetti della Gencer fosse come si dice insuperabile per pathos ma è indubitabile che al mero ascolto quella voce e quel modo di cantare facciano preferire altre cantanti e questo vale anche per altri due “mostri sacri” dei cultori del canto tecnico come Olivero e Kabaiwanska cosiccome a contrario voci tipo Ricciarelli o Margaret Price o anche Caballé o anche Domingo parevano trarre linfa ulteriore dalla sala di incisione.
Ma comunque quella del “Corriere della Grisi” è una scuola di pensiero e pertanto merita sommo rispetto anche perché ogni critica risulta sempre ben motivata.
Mi piace invece meno l’approccio di alcuni seguaci tanto che io definii scherzosamente questo blog come una opera minore di Donizetti dove si trovano singole arie stupende e cori assai meno ispirati con chiaro riferimento agli interventi complessi ed esaurienti dei pochi ed alle zelanti repliche dei molti soprattutto nelle due zone destinate ai lettori che sono quella dei commenti e quella della chat.
A costoro rimprovero non solo una certa qual prevedibilità di base (dicon sempre le stesse cose e nello stesso modo) ma anche un abusato ricorso a toni spesse volte scortesi e stizziti che pesano non poco sulla apprezzabilità delle loro considerazioni, giacchè la grandezza di un Celletti era quella di sparare fendenti con grande ironia e spirito, se togli quello resto solo il mero ed assai meno interessante dileggio.
Ciò posto, lunga vita a questo blog anche se molto spesso ma è giusto sia così non mi trovo per nulla d’accordo su quanto scritto, che ed è questo l’ultimo difetto del medesimo ovvero che risulta un po’ troppo unanimizzato nel senso che si leggono troppe poche voci dissonanti dai fondatori il che finisce col fare da contraltare negativo proprio a quel loro denunciato esterno unanimismo da, per usare una celebre espressione cellettiana…”radio Osanna”.
Questo ultimo aspetto è quello che mi induce talvolta ad ivi effettuare interventi un po’…provocatori che spesse volte tuttavia, e a conferma di quanto sopra, vengono presi un po’ troppo sul serio dal coro stizzito.
Davide Steccanella"
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