Carmen (Bizet)

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Re: Carmen (Bizet)

Messaggioda Luca » gio 10 dic 2009, 23:16

della scialba Price e del lagnoso Corelli (due grandissimi ma non certo quì).

Non conosco neanche la Carmen di Schippers con la Resnik (e Del Monaco... e la Sutherland )
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scialba la Price in Carmen ??? :shock: Potrai dire che calca le tinte di una sensualità esasperata, lo fa benissimo senza vezzi veristi, ma dire scialba mi pare nonsenso.

Circa la Carmen Schippers-Resnik-Del Monaco-Sutherland ce l'ho: l'elemento di spicco è proprio Schippers con una direzione molto colorata e accesa, ma Del Monaco è orrendo (chili di suono mal emessi e un francese atipico), la Resnik è genericamente fatalona, la Sutherland bravissima vocalmente non è Micaela, ma una maestrina inglese. Il duetto José-Micaela del I atto è esilarante. Krause è elegante.

Quanto alle altre cantanti questo è il mio parere: la Berganza è frigida, la Ewing gran carica teatrale, la Callas fatalmente esistenzialista, la Troyanos vellutata nel canto ma basta così, la Moffo giovanile, ma vocalmente più Micaela, la Horne è volgare, la Crespin gran talento ma non del tutto a posto vocalmente.

E della Norman dell'edizione Ozawa che ne pensate? A me piace perché mette insieme la sensualità (Price) e l'impronta esistenziale data dalla Callas.

Saluti, Luca.
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Re: Carmen (Bizet)

Messaggioda Triboulet » ven 11 dic 2009, 0:41

Scialba interpretativamente, questo indendevo.
Fare leva su una sensualità intrinseca alla sua voce, che poi è quella del timbro, non mi pare una cifra interpretativa interessante.
Che poi possa piacere, ok! che poi è funzionalissima agli intenti di Karajan, daccordo! ma il personaggio è risolto in maniera assai superficiale puntando su una suggestione sonora (un po' come tutte le sue incarnazioni direi io, ma fa finta che non abbia detto niente :twisted: ).

Per il resto mi pare che più o meno siamo daccordo. Certo Luca hai avuto una maggiore capacità di sintesi : Chessygrin :
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Re: Carmen (Bizet)

Messaggioda Tucidide » ven 11 dic 2009, 1:07

Triboulet ha scritto:Fare leva su una sensualità intrinseca, che poi è quella del timbro della sua voce, non mi pare una cifra interpretativa interessante
[...]
il personaggio è risolto in maniera assai superficiale puntando su una suggestione sonora (un po' come tutti direi io, ma fa finta che non abbia detto niente :twisted: ).

Io invece non faccio finta che tu non abbia detto niente, perché credo che tu abbia centrato un punto molto interessante. :)
Solamente, non penso che il far lavorare la suggestione sonora del timbro e dei colori sia necessariamente sintomo di interpretazione scialba.
A volte ho come la sensazione che si tenda a ritenere il timbro una specie di "talento naturale", un qualcosa di non derivante dalla tecnica e dalla sensibilità dell'artista, e dunque si ritenga la suggestione proveniente da esso come un effetto "facile".
Per intenderci, è come quando giochi a briscola e prendi con l'asso: non c'è bravura, semplicemente l'avevi in mano perché l'avevi pescato e quindi l'hai usato! :D
Ecco, per alcuni un timbro bello o personale è come l'asso di briscola: un qualcosa di innato, che non costituisce merito.
Secondo me, non è così semplice la cosa. Molti artisti ottengono certi suoni con un tipo di emissione, uno stile di canto e un esercizio che denotano impegno, risolutezza e anche fantasia e coraggio di andare "contro" le regole (quelle del "vero canto" eccetera).
La Price aveva quella voce lì non perché gliel'avesse data il cielo. Ce l'aveva perché si era impegnata a fondere le suggestioni "nere" da spiritual con l'emissione lirica. Questo, fra l'altro, lo pagò anche a lungo andare, poiché la voce le si spezzò in età relativamente giovane e cominciò a perdere i gravi, mantenendo quasi solo gli acuti, quella zona, guarda caso, dove giocava di meno con i colori.
Detto questo, è forse vero che il canto che ottiene espressività soprattutto dalla suggestione timbrica sia più "monotono". E' evidente che un canto chiaroscurato, una virtuosistica gestione del ritmo, un sapiente e fantasioso uso degli accenti siano mezzi espressivi più raffinati e pregnanti di un semplice suono.
Ma questo non mi porta a definire la Price scialba. :wink:

Per tornare in tema, io ribadisco il mio amore per la Troyanos (forse la Carmen migliore fra gli anni '70 e '80) e mi riservo di riascoltare la Norman per evitare figuracce come con l'Edgardo di Tagliavini. :oops:
Posso solo anticipare che, ascoltata dopo aver letto la critica negativa di Giudici, non mi parve niente male, e non vi riscontrai le tante mende lamentate dal critico.
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Re: Carmen (Bizet)

Messaggioda Triboulet » ven 11 dic 2009, 2:25

Stavo per spegnere ma rispondo al volo, dato che l'argomento è ancora caldo come la voce della Price : Chessygrin :

Tucidide ha scritto:Secondo me, non è così semplice la cosa. Molti artisti ottengono certi suoni con un tipo di emissione, uno stile di canto e un esercizio che denotano impegno, risolutezza e anche fantasia e coraggio di andare "contro" le regole (quelle del "vero canto" eccetera).


Daccordissimo Tuc, se c'è uno che non crede alla "superstizione" del canto all'italiana e altre menate simili questo sono io. Nel senso che esistono tecniche di base, ma poi sta all'artista (quello vero) adattarle e modificarle in funzione sia della sua voce che di quello che andrà a cantare. Le mie cantanti preferite (Callas, Gencer, Scotto per dire solo le prime) sono diventate davvero interessanti artisticamente quando hanno osato e forzato il "vero canto" come l'hai definito tu... ci hanno rimesso la voce, certo, ma pazienza. Certo nei casi citati al cambiamento del colore si associava quello che dicevi quì:

E' evidente che un canto chiaroscurato, una virtuosistica gestione del ritmo, un sapiente e fantasioso uso degli accenti siano mezzi espressivi più raffinati e pregnanti di un semplice suono.


Secondo me è questo quello che fa la differenza, la Price (ma forse sono io che non riesco a cogliere di più di quest'artista) mi pare punti tutto sul colore, sulla sua particolare impostazione alla quale facevi riferimento. Che poi essa sia frutto di studio e di lavoro è fuori discussione. Ma nel suo canto francamente non riesco mai a ravvisare un fraseggio che sia derivato da scavo psicologico, i suoi accenti sono più o meno sempre quelli che canti Aida, Tosca o Forza, la sia gestione del ritmo non è certo il suo forte, la sua attenzione alla parola (e quindi anche la dizione) non proprio soddisfacente. Attenzione, non ho detto che si tratta di una cantante dozzinale, ma si concentra su un altro tipo di discorso. Anche Karajan, di cui abbiamo diffusamente parlato, fa leva su un certo tipo di qualità trascurando altri aspetti. Alcune volte vince altre perde, ma la giustapposizione tra artista e opera d'arte diventa così quasi casuale. La Price a me sembra la Price un po' d'ovunque, quando fa Aida magari quel suo modo di cantare appare più pertinente, più efficace, quando fa Carmen può apparire scialbo o magari, se proprio non ci piace questo aggettivo, possiamo dire "meno funzionale". La Price è una di quelle artiste abbastanza unidirezionali, che funziona secondo me in ruoli abbastanza lineari (vedi le citate Aida e Leonora), dove la psicologia diventa complessa e multiforme la lettura della Price diventa riduttiva, affascintante sì perchè colorata da mille tonalità di rosso-arancio-giallo, ma riduttiva, giacchè il verde o il blu ad esempio dalla sua tavolozza non verranno mai fuori. Spero di aver chiarito il mio pensiero.

Della Norman non saprei, ho solo sentito qualcosa su youtube, ma è davvero poco per farsi un'idea.
Riassumendo le mie scelte su disco:
Callas-Gedda-Pretre su tutti, con distacco a seguire:

Bumbry-Vickers-Karajan (solo audio, por favor!)
Crespin-Py-Lombard (per la Crespin)
Troyanos-Domingo-Solti (un godibile compromesso)

Molto meglio su video:
Ewing-McCauley-Haitink (non perfetta, ma per me la migliore attualmente possibile)
vonOtter-Haddock-Jordan (la von Otter intelligenza superiore!)

e, perchè no, ma certo più "easy-listening":
Migenes-Domingo-Maazel (per la resa cinematografica complessiva)

PS: avevo dimenticato la Baltsa con Karajan e la Obratzova con Kleiber, ma sono entrambe davvero poco interessanti in questo ruolo. La Gheorghiu come Carmen? chi me ne parla? a me lei tendenzialmente non piace, ma la sua Tosca la trovo nel complesso assai notevole (forse più di tante altre più blasonate). Ma lì la spontanea identificazione nel personaggio gioca molto a suo favore.
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Re: Carmen (Bizet)

Messaggioda pbagnoli » ven 11 dic 2009, 7:16

Ciao Triboulet!
Trovo le tue osservazioni ricche di spunti e mi riconosco in diverse tue affermazioni, specie er quanto riguarda la Price, artista che adoro tuttora in tanti ruoli anche se un po' meno rispetto al passato.
Hai citato la Ewing, per me un feticcio in questo ruolo, e hai citato - giustamente - lo spettacolo di Hall, da tutti riconosciuto come uno dei migliori allestimenti di Carmen di sempre.
Io ammiro moltissimo anche lo spettacolo un po' antecedente (se la memoria non mi inganna) di Nuria Espert sempre con la Ewing, e con Lima: mi sembra che la Ewing abbia del suo personaggio una visione - se possibile - ancora più estrema e che Lima, pur non il massimo della vita, sia complessivamente più godibile rispetto a McCauley.
Che ne dici?
"Dopo morto, tornerò sulla terra come portiere di bordello e non farò entrare nessuno di voi!"
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Re: Carmen (Bizet)

Messaggioda Tucidide » ven 11 dic 2009, 10:07

Triboulet ha scritto:La Gheorghiu come Carmen? chi me ne parla? a me lei tendenzialmente non piace, ma la sua Tosca la trovo nel complesso assai notevole (forse più di tante altre più blasonate). Ma lì la spontanea identificazione nel personaggio gioca molto a suo favore.

A me non sembra niente di speciale. Non è un fatto di voce o colore del timbro, intendiamoci. Il problema è a mio avviso un senso di artefazione e mancanza di spontaneità che può andare molto bene in Tosca (che anche a me piace nel film di Jacquot) mentre mi sembra problematico in Carmen.
In quell'incisione c'è però un bravissimo Hampson, un Alagna molto valido anche se con diversi momenti un po' faticosi, e una direzione di Plasson assai personale, dal suono limpido, terso, che sembra rifarsi per certi versi a Prêtre.
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Re: Carmen (Bizet)

Messaggioda Triboulet » ven 11 dic 2009, 11:12

pbagnoli ha scritto:Ciao Triboulet!
Trovo le tue osservazioni ricche di spunti e mi riconosco in diverse tue affermazioni, specie er quanto riguarda la Price, artista che adoro tuttora in tanti ruoli anche se un po' meno rispetto al passato.
Hai citato la Ewing, per me un feticcio in questo ruolo, e hai citato - giustamente - lo spettacolo di Hall, da tutti riconosciuto come uno dei migliori allestimenti di Carmen di sempre.
Io ammiro moltissimo anche lo spettacolo un po' antecedente (se la memoria non mi inganna) di Nuria Espert sempre con la Ewing, e con Lima: mi sembra che la Ewing abbia del suo personaggio una visione - se possibile - ancora più estrema e che Lima, pur non il massimo della vita, sia complessivamente più godibile rispetto a McCauley.
Che ne dici?


Ciao Pietro (Pietro giusto? : Chessygrin : )
Grazie, mi fa piacere che quel che scrivo sia apprezzato, ho sempre paura di dire delle banalità...
Lo spettacolo a cui ti riferisci dovrebbe essere assai posteriore, di almeno 6 o 7 anni. E' vero lei si ripete su altissimi livelli e la regia, pur rimanendo nel solco della tradizione, ha delle belle intuizioni. Certo la voce della Ewing (mai stata campionessa in questo senso) ormai è diventata abbastanza discutibile, però il personaggio c'è tutto ed è ancora, a mia memoria, più violento (vedi finale). Pensa che questo spettacolo fu il mio primo contatto con la Carmen della Ewing, che conoscevo solo dalle Nozze di Ponnelle (pensa un po' che idea mi ero fatto :? ). Ricordo che in edicola usciva una collana di videocassette che io, all'epoca ragazzino (ovvero neanche 15 anni fa : Chessygrin : ), comperavo con non poche difficoltà. Beh rimasi folgorato da questa donna tutto sommato non bellissima ma che ti sbatteva in faccia un erotismo al quale un ragazzetto in piena tempesta ormonale non poteva rimanere indifferente. All'epoca non pensavo certo ai risvolti psicologici e alle questioni interpretative, seppi solo che Carmen era ben diversa da quella che nella mia testa avevo cercato di immaginare col disco della Callas. Va bene, chiudo questa parentesi aneddotica.

Lima, da quel che mi ricordo, sul piano attoriale se la cava decisamente bene, cosa non da poco in quest'opera. Vocalmente non è il Josè più fine della storia, ma non mi pare si comporti così male (sì, meglio di McCauley). Io lo ricordo addirittura in un Don Carlo in video con la Cotrubas :shock: possibile o me lo sono sognato??

Tucidide ha scritto:
Triboulet ha scritto:La Gheorghiu come Carmen?

A me non sembra niente di speciale. Non è un fatto di voce o colore del timbro, intendiamoci. Il problema è a mio avviso un senso di artefazione e mancanza di spontaneità che può andare molto bene in Tosca (che anche a me piace nel film di Jacquot) mentre mi sembra problematico in Carmen.


Giusto Tucidide, è del resto quel che immaginavo. Il problema è QUEL senso di artefazione, cioè quello delle Gheorghiu, un po' primadonnesco e capriccioso, da ragazzina che si sente "arrivata"... la sua Tosca credo sia molto valida proprio per queste qualità (secondo te la Fleming sarà mai Tosca?!). Ci sono cantanti che io trovo, come ho già detto, altrettanto artefatte però... che risultato! Non c'è nulla da fare, il divario sta sempre nell'intelligenza interpretativa:

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Re: Carmen (Bizet)

Messaggioda Tucidide » ven 11 dic 2009, 21:59

Triboulet ha scritto:Il problema è QUEL senso di artefazione, cioè quello delle Gheorghiu, un po' primadonnesco e capriccioso, da ragazzina che si sente "arrivata"... la sua Tosca credo sia molto valida proprio per queste qualità (secondo te la Fleming sarà mai Tosca?!).

Non credo, e non so nemmeno se sarebbe una bella idea che la Fleming cantasse Tosca.
E poi lei è sì una diva, ma non nel senso antipaticuzzo della Gheorghiu! :evil: Non è Draculette, lei! :mrgreen:
(Lei fa sangue, non lo succhia)
Ci sono cantanti che io trovo, come ho già detto, altrettanto artefatte però... che risultato! Non c'è nulla da fare, il divario sta sempre nell'intelligenza interpretativa:

La von Otter è bravissima. Le ombreggiature del suo canto sono notevolissime, eppure credo che nel suo caso, come per la Ewing, l'interpretazione vocale riceva un grande aiuto dalle immagini. Non so se, ascoltata soltanto, la sua Carmen risulterebbe così originale e convincente.
Questo per dire che non è possibile un confronto totale, ma solo parziale fra il solo audio della Gheorghiu e l'audio-video della von Otter.
Chissà... magari la Angéla, in uno spettacolo montato apposta per lei, con un bravo direttore e una compagnia affiatata, potrebbe stupirci risultando credibile anche con la sua artefazione.
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Re: Carmen (Bizet)

Messaggioda VGobbi » dom 13 dic 2009, 1:09

Ho voluto riascoltarmi un'edizione che avevo bocciato al primo ascolto, ovverossia la Carmen della Price.

Ebbene, ora i valori si sono quasi capovolti, tranne per la direzione di Karajan che rimane un must, sia allora che oggi. Il Don Jose' muscolare di Corelli e' ben cantato, dizione scolpita (anche se mi dicono di un francese pessimo) ma poco vario. Di tutt'altro aspetto la Carmen della Price, che gioca moltissimo con i colori e sfrutta appieno la bellezza del registro centrale e la facilita' di salire in alto, senza sforzature. Una Carmen notevolissima.

Certo,mi domandavo come ho potuto nel giro di qualche anno, cambiare totalmente opinione!!! :shock:
Nemmeno noi siamo d'accordo con il gobbo, ma il gobbo è essenziale! Guai se non ci fosse!
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Re: Carmen (Bizet)

Messaggioda Triboulet » dom 13 dic 2009, 3:27

Tucidide ha scritto:Non credo, e non so nemmeno se sarebbe una bella idea che la Fleming cantasse Tosca.
E poi lei è sì una diva, ma non nel senso antipaticuzzo della Gheorghiu! Non è Draculette, lei!
(Lei fa sangue, non lo succhia)

:lol: L'ultimo rigo nel tuo post io non lo visualizzo, forse c'è un problema di sintassi web, ma nel quote è ricomparso... mi sembra una sintesi azzeccatissima : Chessygrin : : Chessygrin : : Chessygrin :
E' che la Fleming è così spericolata che talvolta vorrei sentirla nei ruoli più assurdi... oggi come oggi è una delle poche che può permetterselo (Armida e Cavaliere della Rosa nella stessa stagione, a 50 anni...) E poi scusa, la Kiri Tosca l'ha fatta e neanche poi così male, l'avresti mai detto prima di sentirla?

La von Otter è bravissima. Le ombreggiature del suo canto sono notevolissime, eppure credo che nel suo caso, come per la Ewing, l'interpretazione vocale riceva un grande aiuto dalle immagini. Non so se, ascoltata soltanto, la sua Carmen risulterebbe così originale e convincente.
Questo per dire che non è possibile un confronto totale, ma solo parziale fra il solo audio della Gheorghiu e l'audio-video della von Otter.


Guarda, sì e no... cioè è giusto quel che dici, la von Otter e la Ewing hanno una grandissima presenza scenica, ma un risultato così potente, secondo me, si ottiene dalla sinergia perfetta tra canto, parola e gesto, non c'è altro sistema, ma non "in serie" (per usare un paragone elettrotecnico che non ricordo se ho letto proprio quì o altrove) quanto "in parallelo". Ovvero non è che se il canto vale 30 e la presenza scenica 70 si ottiene una interpretazione da 100, non lo credo. Avremo una performance da 50, complessivamente. Ovvero quelli che tu vedi come fattori di vantaggio (che si sommano) io li vedo al contrario come limitanti (che si mediano). Se la von Otter non cantasse in quella maniera così particolare e con quella calibratura di ogni frase il suo personaggio, per quanto perfetto scenicamente, ne uscirebbe incompleto. Prendi la Migenes del film di Rosi, trovo che faccia una gran bella figura come attrice, ma la sua interpretazione canora è poco più che onesta... per come la vedo io non è, in quel caso, l'attrice a valorizzare la cantante, ma la cantante a penalizzare l'attrice. La Bumbry nel film di Karajan è, contestualmente alla lettura del direttore, una leonessa vocalmente, ma in quel film orrido... la Gheorghiu? se fa una Carmen da 60 sulla scena potrà dare al massimo 60, col rischio che, se non ha la regia adatta e compagni affiatati, possa rendere ancora meno.
Beh a questo punto me la devo procurà sta Carmen : Chessygrin :

PS: quella con la Norman, stando a chi scrive la recensione in home, pare che non sia un granchè... :?
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Re: Carmen (Bizet)

Messaggioda Luca » dom 13 dic 2009, 10:28

quella con la Norman, stando a chi scrive la recensione in home, pare che non sia un granchè...
============================
Dov'è questa recensione ? Forse non l'ho letta attentamente e mi è sfuggita...
Saluti, Luca.
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Re: Carmen (Bizet)

Messaggioda Tucidide » dom 13 dic 2009, 10:48

Triboulet ha scritto: :lol: L'ultimo rigo nel tuo post io non lo visualizzo, forse c'è un problema di sintassi web

No, è che l'ho scritto in carattere minuscolo e in colore azzurro perché fosse un messaggio subliminale... :mrgreen:
E poi scusa, la Kiri Tosca l'ha fatta e neanche poi così male, l'avresti mai detto prima di sentirla?

Hai ragione! La KTK (che scritta così sembra una multinazionale dell'elettronica) come Tosca mi piace assai. C'è da dire però che quando l'ha cantata aveva una quarantina d'anni ed era nel pieno delle sue forze.

Guarda, sì e no... cioè è giusto quel che dici, la von Otter e la Ewing hanno una grandissima presenza scenica, ma un risultato così potente, secondo me, si ottiene dalla sinergia perfetta tra canto, parola e gesto, non c'è altro sistema, ma non "in serie" (per usare un paragone elettrotecnico che non ricordo se ho letto proprio quì o altrove) quanto "in parallelo".

Sì, hai ragione. Forse non mi sono spiegato bene. Intendevo dire che se il cantante riesce a creare scenicamente, aiutato anche dalla regia, un personaggio coerente con quello che esce dalla sua bocca, può risultare più credibile.
Faccio un esempio abnorme. Se una regia rivedesse il personaggio di Escamillo come un timido damerino, logica imporrebbe che il cantante cercasse di esprimere questo carattere inusitato anche vocalmente. Se però lo ascoltassimo soltanto, ci sembrerebbe assurdo, abituati ad un torero spavaldo e fatuo. Potendolo vedere, capiremmo la questione e di colpo quel canto remissivo assumerebbe un senso.

Luca ha scritto:Dov'è questa recensione ? Forse non l'ho letta attentamente e mi è sfuggita...

E' qui: http://www.operadisc.com/rec_dischi.php?id=717
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Re: Carmen (Bizet)

Messaggioda Triboulet » dom 13 dic 2009, 11:28

Tucidide ha scritto: Intendevo dire che se il cantante riesce a creare scenicamente, aiutato anche dalla regia, un personaggio coerente con quello che esce dalla sua bocca, può risultare più credibile.
Faccio un esempio abnorme. Se una regia rivedesse il personaggio di Escamillo come un timido damerino, logica imporrebbe che il cantante cercasse di esprimere questo carattere inusitato anche vocalmente. Se però lo ascoltassimo soltanto, ci sembrerebbe assurdo, abituati ad un torero spavaldo e fatuo. Potendolo vedere, capiremmo la questione e di colpo quel canto remissivo assumerebbe un senso.


Buondì : Sailor :
Ora ho capito quel che intendevi dire... anche se una interpretazione generica su disco rimarrebbe generica anche on-stage.
Non ho ancora ben capito se la Gheorghiu dà una lettura superficiale e generica oppure personale ma poco convincente, è un po' diverso. Nel secondo caso avresti ragione tu, nel primo credo ci sia poco da fare.

La KTK (che scritta così sembra una multinazionale dell'elettronica) come Tosca mi piace assai. C'è da dire però che quando l'ha cantata aveva una quarantina d'anni ed era nel pieno delle sue forze.


Fai bene ad avere perplessità, ma più che per l'età io mi preoccuperei per la scrittura e la poetica pucciniana, dove mi pare che la Fleming non riesca a trovare una sua soluzione convincente (almeno nel suo ultimo disco il suo Puccini è quello che mi ha deluso di più). Chissà Cilea o Giordano (non Chenier, of course)... so solo che mi ha fatto venir voglia di conoscere Siberia...
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Carmen Garanca

Messaggioda pbagnoli » dom 10 ott 2010, 16:31

Sessualmente esplicita.
Troppo aggressiva.
Magari già vista.
Cantata splendidamente.
Lui è un bietolone dallo sguardo imbambolato che ha perso la voce .
La produzione è eccessivamente didascalica.

Tutto quello che volete, ma Elina Garanca è una Carmen incredibile. Guardate qui:
"Dopo morto, tornerò sulla terra come portiere di bordello e non farò entrare nessuno di voi!"
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Re: Carmen Garanca

Messaggioda mattioli » dom 10 ott 2010, 16:34

Della Carmen-Garanca fra le vecchie care polveri del Met magari riparleremo.
Ma volevo informare tutti i Messeri, Grassi e no, che è uscita quella Gardiner-Antonacci. E la storia interpretativa di Carmen, secondo me, riparte da qui.
Ossequi
AM
Ultima modifica di mattioli il dom 10 ott 2010, 20:17, modificato 1 volta in totale.
Twitter: @MattioliAlberto
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