tralascio la "dedica" della serata ad abbado, io sono andato a sentire il requiem di verdi e non mi accodo a dietrologiche accuse di "saprofitismo" a questo o a quell'artista. volevo sentire il requiem e tant'è!
la prima sorpresa è chailly, autore di una lettura assolutamente inaspettata: una visione molto colorata, partecipe, attentissima alle sfumature, ai diversi piani sonori con pianissimi eterei e fortissimi impressionanti (qualche volta anche troppo). attentissima al coro, una direzione che ha saputo diversificare i vari numeri della messa, "colorando" un'orchestra in forma smagliante, con una tinta adattissima che in questo repertorio non si sentiva da tempo.
la harteros non rientra nelle mie simpatie, non capisco perchè le affidino ovunque verdi. il colore è bello, l'accento pure, i filati a volte sono accattivanti ma appena la voce sale i suoni tendono a diventare fissi. se però la consideriamo eccellente quando fa Elisabetta o Leonora all'estero, dobbiamo considerarla eccellente anche qui...


successo trionfale, pubblico festante, sala gremita, cassandre con la coda tra le gambe

due note sul pubblico: una simpatica signora commentava con l'amica "eh, quella di barenboim mi era piaciuta di più". curiosamente l'ho riconosciuta: era la stessa signora che lo scorso anno mi disse: "eh barenboim proprio non mi piace nel requiem".
nota due: oscar per la maleducazione e la sfiga alla proprietaria del cellulare che un istante prima dell'attacco in pianissimo del requiem ha iniziato a squillare deliziandoci con le note di "Volare oh oh...."
tornando seri una bella serata davvero. sono sempre più convinto che i giudizi sulle esecuzioni sia meglio darli dopo, piuttosto che prima.... la musica ci ha abituato a miracoli meravigliosi.
ciao a tutti
marco flip