Nella discussione sui tenori possiamo accettare le "licenze ortografiche" se i nostri interlocutori accettano la possibilità che anche i tenori si prendano le loro licenze "tecniche"

Moderatori: DocFlipperino, DottorMalatesta, Maugham
Enrico ha scritto:sè stesso con l'accento nella Storia della Filosofia di De Ruggiero
Enrico ha scritto:Ah, ho messo due volte "Ma" all'inizio del periodo: secondo una mia collega è un errore gravissimo.
Per conto mio, sono diviso fra due idee: da una parte, il conservatorismo linguistico, che vorrebbe mantenere per quanto possibile le sfumature della nostra lingua ed evitare impoverimenti semantici. Dall'altra, la mia formazione di classicista e linguista semi-dilettante mi fa capire come l'evoluzione del linguaggio non sia altro che una progressiva "violenza, come la chiama Fritz, che dopo un po' non è più stata vista come violenza, ma accettata. In sostanza, l'evoluzione non è altro che un processo per cui si comincia a ritenere giusto ciò che prima era sbagliato, e sbagliato ciò che prima era giusto, seguendo la tendenza.
Milady ha scritto:Sono stata allieva di Bruno Migliorini, grande storico della lingua , per niente "barone" , persona alla mano e studioso capace di mantenere un raro equilibrio tra tradizione e innovazione.
Crusca o non Crusca ,"perplimere" - si scrive così?- mi sembra un neologismo racchio assai. E come si coniuoga ? mah...
E Leopardi ? Leopardi scriveva secondo le modalità del suo tempo, che non sono più le nostre. Al solito rinvio agli autografi. E quanto alle possibili licenze , Leopardi era Leopardi.
Non saltiamo , per favore, sul tram di questi grandissimi.
Emoticons? Mi sono simpatiche le vispe faccettine , che non so usare.Se qualcuno gentilmente...
Enrico ha scritto::shock: Qual'è con l'apostrofo?Ipse dixit?
Va benissimo anche per me, ma come lo spiego alle mie colleghe?
Ah, dimenticavo: in un compito (su Manzoni!) ho trovato scritto dell'luogo
Enrico ha scritto::shock: Qual'è con l'apostrofo?Ipse dixit?
Va benissimo anche per me, ma come lo spiego alle mie colleghe?
Ah, dimenticavo: in un compito (su Manzoni!) ho trovato scritto dell'luogo
FRITZ KOBUS ha scritto:Il punto è proprio questo; come nella stessa vita biologica la mutazione è normalissima: non esisterebbero le lingue neolatine se non fosse intervenuta alcuna mutazione in grdo di trasforamere il latino. Ciò che esiste è tale perché è venuto fuori da qualcos'altro. Ma in quanto tempo? L'accelerazione dei ritmi di vita, della comunicazione, dei processi generativi e trasformativi è arrivato a non farci riconoscere le nostre stesse vite di poco tempo fa. Siamo esseri che vivono in più tempi cronologici e bisogna ogni volta rifondare le nostre bussole cognitive per rimanere a galla. Il tempo ci brucia le natiche (notare la delicatezza). Ogni novità sembra irrompere in maniera travolgente e viene accolta a braccia aperte come se fosse una rivelazione divina.
[...]
Ciò che non amo è l'accettazione pedissequa dell'ultima ventata in termini di moda linguistica, il vezzo di cambiare scriteriatamente e senza particolare motivo espressioni codificate che rispondono perfettamente alle necessità linguistiche ma che, chissà come mai, ad un certo punto si trasformano d'imperio. Un imperio che non riguarda i neologismi colti o decisi d'autorità, come richiamava Tuc, ma imposti soprattutto dall'aggressività commerciale e della pubblicità. Sulle insegne sono stati scritti trattati. Sia come sia ancor oggi soffro a veder fuori dai negozi "paninoteca", "focacceria", "schiacciateria", ed anche "enoteca" mi rende un po' nervoso: meraviglioso sarebbe veder scritto fuori: "panini", "focacce", "schiacciate", "vini".
In ultimo l'inserimento degli ideogrammi richiamato da Tuc: non so se siano ideogrammi (le faccette servono a dare una visualizzazione immediata di stati d'animo:emoticon deriva sicuramente da emotion per la prima parte, non so "con" da dove provenga) perché, a lume di naso, gli ideogrammi sono grafemi astratti, le faccette grafemi (?) di immediato riconoscimento, cioè una sorta di coincidenza tra significante e significato che appartiene al pensiero concreto. Se è così l'introduzione di tali elementi depaupera sicuramente la comunicazione scritta che farà a meno di ricercare una adeguata espressione linguistica per ricorrere all'immediatezza e semplicità comunicativa dell'emoticon.
Tucidide ha scritto:Eccomi al tuo bell'intervento, Fritz. L'ho letto e riletto, perché è davvero interessante, e dici cose che sicuramente non vanno prese sottogamba.
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